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Una porta USB che non risponde più, un browser saturo di schede, un aggiornamento di Windows che gira in loop: tutti noi affrontiamo questi micro-blocchi che ci rubano tempo senza preavviso. Per quanto riguarda le minacce, le truffe del falso supporto tecnico si sono moltiplicate negli ultimi due anni, prendendo di mira gli utenti meno a loro agio con il computer. Sapere come reagire a queste situazioni concrete è ciò che separa un uso subito da un uso consapevole dell’informatica.

Truffe del falso supporto tecnico: riconoscerle prima di rispondere

Iniziamo da qui perché il rischio è immediato. Dal 2023, l’ANSSI e la Gendarmeria nazionale segnalano un aumento significativo delle frodi in cui un presunto tecnico (che si spaccia per Microsoft, Orange o un altro operatore) ti spinge a dargli accesso remoto al tuo computer. Lo scenario tipo: un pop-up a schermo intero con un numero di telefono, o una chiamata non richiesta.

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Non lasciare mai che uno sconosciuto prenda il controllo del tuo PC da remoto. Se un messaggio di avviso ti blocca il browser, un semplice riavvio o la combinazione Alt + F4 è sufficiente per chiudere la finestra. Nessun editore di software ti contatterà per segnalarti un virus.

Per verificare un avviso sospetto o segnalare un tentativo, puoi consultare le informazioni informatiche su Geekstinct e incrociare con le schede pratiche di cybermalveillance.gouv.fr. Il riflesso da ricordare: riattaccare, chiudere, verificare da soli.

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Aggiornamento di Windows e driver: cosa si inceppa realmente sul campo

Uomo in ufficio open-space che segue un tutorial informatico su un grande monitor curvo mentre prende appunti

Sulla carta, Windows gestisce i suoi aggiornamenti da solo. In pratica, ci si trova regolarmente con uno schermo bloccato dopo un riavvio, un dispositivo che non viene più riconosciuto o uno spazio su disco insufficiente per installare la correzione.

Liberare spazio prima dell’aggiornamento

Windows ha bisogno di diversi gigabyte liberi per applicare un aggiornamento importante. Lo strumento integrato “Pulizia disco” (accessibile digitando il suo nome nella barra di ricerca) consente di eliminare i vecchi file temporanei e le versioni precedenti del sistema. Eliminare i file temporanei prima di ogni aggiornamento evita la maggior parte dei blocchi.

Driver USB e dispositivi ostinati

Una porta USB che smette di funzionare dopo un aggiornamento è spesso legata a un driver obsoleto o mal reinstallato. Nel Gestore dispositivi, puoi disinstallare il controller USB interessato e poi riavviare: Windows lo reinstalla automaticamente con un driver compatibile.

Le esperienze variano su questo punto, alcuni modelli di schede madri richiedono di scaricare il driver direttamente dal sito del produttore. Verificare il riferimento esatto della scheda madre rimane il gesto più affidabile.

Competenze digitali di base: cosa cambia concretamente con il quadro DigComp

La Commissione europea ha pubblicato il quadro DigComp 2.2, che definisce un insieme di competenze digitali minime per tutti i cittadini. La Francia si allinea attraverso la sua Strategia nazionale per un digitale inclusivo, che orienta il lavoro dei consulenti digitali France Services.

Questo quadro non si limita a “saper usare un computer”. Copre cinque ambiti operativi:

  • La gestione della propria identità digitale (password, impostazioni sulla privacy sui social media, tracce lasciate online)
  • Le pratiche amministrative digitalizzate (tasse, Ameli, CAF), che presuppongono di saper navigare tra le schede, scaricare un PDF e archiviarlo
  • La sicurezza di base: riconoscere un’email di phishing, attivare l’autenticazione a due fattori sui propri account sensibili, aggiornare i propri software
  • L’uso responsabile dei dati personali, compreso sapere cosa si autorizza quando si accettano i cookie o si installa un’applicazione

Per le persone lontane dal digitale, gli spazi France Services offrono laboratori gratuiti, guidati da consulenti formati su questo quadro. Qui si apprendono gesti concreti, non teoria.

Giovane uomo seduto su un divano che consulta consigli e suggerimenti informatici su un tablet

Ottimizzare il proprio browser internet quotidianamente

Un browser lento non è necessariamente colpa della connessione internet. Spesso è il risultato di un accumulo di estensioni inutili, di centinaia di schede aperte e di una cache che non è mai stata svuotata.

Estensioni: mantenere solo quelle che si usano ogni settimana

Ogni estensione attiva consuma memoria RAM. Tre estensioni ben scelte sono sufficienti per la maggior parte degli usi: un blocco degli annunci, un gestore di password e eventualmente uno strumento di cattura dello schermo. Il resto appesantisce il browser senza alcun beneficio percepibile.

Schede e memoria RAM

Su Google Chrome o Firefox, ogni scheda aperta utilizza RAM. Oltre una ventina, il rallentamento diventa percepibile sulla maggior parte delle configurazioni. Due riflessi aiutano: utilizzare i segnalibri per salvare le pagine che si vogliono rileggere in seguito e chiudere le schede non appena si è completato un compito.

Svuotare la cache del browser una volta al mese risolve la maggior parte dei problemi di lentezza o visualizzazione. L’opzione si trova nelle impostazioni, nella sezione “Privacy” o “Dati di navigazione”.

Backup dei dati: la regola che tutti conoscono ma che nessuno applica

Si sa che bisogna fare il backup. Non lo si fa, fino al giorno in cui il disco rigido si guasta o un ransomware cripta tutti i file. La guida alle buone pratiche dell’ANSSI, pubblicata in collaborazione con la CPME, pone il backup regolare tra le sue raccomandazioni prioritarie per i privati e le piccole e medie imprese.

Il metodo più semplice rimane la combinazione di un disco rigido esterno (collegato solo durante il backup) e di un servizio di archiviazione online crittografato. Mantenere una copia disconnessa protegge dai ransomware, che criptano anche i dischi collegati in modo permanente.

Su Windows, lo strumento “Cronologia file” automatizza il backup su un disco esterno. Su macOS, Time Machine svolge lo stesso ruolo. Configurare uno o l’altro richiede meno di dieci minuti e funziona poi senza intervento.

Il punto in comune di tutti questi gesti (aggiornamenti, backup, pulizia del browser, vigilanza contro le truffe) è la loro semplicità. Nessuno richiede competenze tecniche avanzate. Ciò che fa la differenza è trasformarli in abitudine piuttosto che aspettare il guasto per reagire.

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